<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609</id><updated>2011-07-08T02:31:34.579+02:00</updated><category term='indice'/><category term='eventi'/><category term='mail'/><category term='riviste'/><category term='classifiche'/><category term='giornali'/><category term='commenti blog'/><title type='text'>Senza Riparo</title><subtitle type='html'>a che cosa serve la poesia?</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>16</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-6102315629667336864</id><published>2010-07-19T10:23:00.001+02:00</published><updated>2010-07-22T14:28:37.316+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mail'/><title type='text'>i libri che piacciono</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/TEQLEeY3yJI/AAAAAAAABKY/3qqFt16VhcQ/s1600/rottura%2520xiao.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/TEQLEeY3yJI/AAAAAAAABKY/3qqFt16VhcQ/s320/rottura%2520xiao.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mi scrive Giorgio Linguaglossa:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Stefano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ti volevo informare che ho ricevuto il tuo libro di critica e gli ho dato subito una rapida occhiata. Devo farti i miei complimenti per la quantità di spunti e di riflessioni di cui è ricco il tuo libro. Poi vedo che affronti la questione del «canone» partendo da Bloom: l'esegesi è interessante, il quadro di riferimento occidentale è giusto ma poi quando si tratta di entrare nel vivo della questione politica poetica di che cos'è il «canone» italiano e (e i suoi inventori) vedo che la tua brillante analisi glissa, non affronta i nodi della questione, tutta italiana, come si è costituita nella seconda metà del Novecento, e cioé: sperimentalismo di "Officina", neoavanguardia, Linea lombarda di Anceschi, post-sperimentalismo, Linea neoorfica e linea che io chiamerei «occulta», cioè quella la cui visibilità intenzionalmente è stata eclissata dal sistema Istituzione-poesia per ragioni ovvie di egemonia e di visibilità: quella che&amp;nbsp;ho definito modernista (o tardo modernista) e che fa capo ad un ventaglio di autori che vanno dall'estrema sinistra: Franco Fortini fino alla destra (se vogliamo dir così) Ripellino, passando per De Palchi (che li precede) Helle Busacca, Salvatore Toma, il primo Dante Maffìa degli anni Settanta e, l'ultimo degli anni Dieci, e altri autori fino ai giorni nostri: Madonna, Marchesi, Giovanna Sicari, Giuseppe Pedota, Roberto Bertoldo etc. ... (tutti autori che vedo evidentemente non conosci o che non hai esaminato con la dovuta attenzione). Poi vedo che la tua magnanimità ti ha portato a prendere in considerazione la galassia dei nuovi autori (e questo è un punto a tuo vantaggio) senza però riuscire a dare una «tipizzazione» alla novità di questi autori (se novità di indirizzo c'è), paradossalmente sminuendone l'efficacia e la novità di proposta. (manca, devo dire, completamente, qualsiasi riferimento alla mia attività di critica demolitrice che ho fatto in questi ultimi venti anni: sono proprio così innominabile?) - Comunque, bando agli scherzi, il tuo è un ottimo lavoro che, però, ho l'impressione che abbia, intenzionalmente, evitato di affrontare i nodi e le questioni cruciali e vitali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un augurio di successo e un saluto. &lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;*** &lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;la mia risposta:&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;caro Giorgio, ti ringrazio per la "sbirciata" al libro che hai dato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando lo leggerai attentamente, sarà più evidente che non ho voluto ripercorre la storia del canone italiano (perché è nota) e nemmeno recuperare i dispersi, che sempre ci saranno. mi intressava evidenziare la necessità del canone, secondo differenti angolazioni che leggerai nel capitolo "canone e finitezza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Busacca, Toma e Marchesi ho parlato nel mio blog (prova a cercare nella lista di nomi sulla destra). Di Maffia ho letto la bellissima summa critica che è "poeti italiani verso il nuovo millennio" Di Bertoldo ho letto "nullismo".. Di Ripellino conosco abbastanza e certo lo considero un autore fondamentale del secondo novecento (talmente noto che ho preferito non parlarne). Di Giovanna Sicari ho letto in varie antologie (certo potevo dedicarle un capitolo nella sezione "femminile"). Di tuo ho ricevuto "paradiso", un libro che ho faticato a leggere per la letterarietà eccessiva (a cui non credo: vedi il mio ultimo libro, quanto scarno e antiletterario è, almeno alla prima lettura, al primo livello di comprensione). Certo la tua è una precisa linea poetica, che rispetto e che trovo in molti dei poeti che citi. Ciò attesta che in effetti il canone contemporaneo la dovrebbe contemplare. Ma, come ti ho detto, non volevo fare lo storico della letteratura, ma il filosofo e il critico che incontra i libri che più gli piacciono, senza dover rendere conto a nessuno. In fondo, sto dicendo quanto tu stesso sostieni: si leggano i libri e se ne parli con sincerità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un caro abbraccio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;stefano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-6102315629667336864?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/6102315629667336864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=6102315629667336864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/6102315629667336864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/6102315629667336864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2010/07/i-libri-che-piacciono.html' title='i libri che piacciono'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/TEQLEeY3yJI/AAAAAAAABKY/3qqFt16VhcQ/s72-c/rottura%2520xiao.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-5720572911385841769</id><published>2010-04-12T15:00:00.000+02:00</published><updated>2010-04-12T15:00:02.053+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mail'/><title type='text'>la parola senza metafisica</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S8MZIdRaD-I/AAAAAAAABFE/HLcpWGW14yk/s1600/parole.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S8MZIdRaD-I/AAAAAAAABFE/HLcpWGW14yk/s320/parole.jpg" wt="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Stefano,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come stai? Avevo scovato un passaggio molto bello nella prima parte del tuo libro, in cui ti ponevi la questione sul ruolo della poesia, qualcosa che gira intorno a quella domanda malposta "a che cosa serve?" che tu modificavi in " che cosa pensa?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, &lt;em&gt;espone l'infondato&lt;/em&gt; è la tua risposta, &lt;em&gt;il suo non ragionare, il suo trattenere senza proprietà&lt;/em&gt; (quest'ultima riferita al poeta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra, ma la mia è un'impressione che voglio ulteriormente verificare, che la tua finitezza rischi comunque di sconfinare talvolta verso il sacro e il metafisico, nonostante tu voglia tenerti "al di qua", servendoti anche di citazioni, autori, scritti che parlano di differire e spazializzare e danno credito a una presenza relativa sempre a coordinate spazio-temporali di un mondo che è di carne e ossa: ecco, mi sembra che poi la poesia dal tuo punto di vista ritorni ancora a parlare di un'origine che taglia corto con il ruolo sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che questo mi dispiaccia, anzi; da sostenitore della poesia di Zanzotto, direi che ci sguazzo anch'io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però mi chiedo una volta per tutte se non occorra fare i conti con istanze che premono anche da altri campi, tale che si declini la naturale, antropologica, urgenza della poesia in nuove (o antiche) uscite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo per esempio, sulla scorta dell'approccio "allegorico" di Luperini, a un ruolo attivo e civile della poesia, sia pure non ostentato: insomma quello scarto, quella discontinuità (dialettica) che garantisce alla poesia la temporalità e il suo inserimento nella miseria degli uomini, allorché gli dei sono veramente spariti (e direi che gli arrabbiati restano, per citare gli "Area").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre trovato interessante anche l'approccio di Giampiero Marano che mette in rilievo anche il rapporto conflittuale uomo-natura da una prospettiva marxista aggiornata, con divagazioni sulla decrescita, sulla necessità di ricostruire il rapporto perduto e inserendo la poesia come un fattore in grado di far riguadagnare all'uomo il senso del tempo e dello spazio, in una visione che è contemporaneamente antropologica, sociale, politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi Metropoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Luigi, provo a rispondere alla questione che poni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto di partenza del mio libro, sulla scorta dei filosofi citati, non è togliere l'idea di assoluto, negarne la possibilità, perché altrimenti porrei la negazione come fondamento metafisico, bensì pensare alla scrittura poetica come il luogo in cui la finitezza si espone nella quadratura terrestre, dandosi non in quanto semplicemente presente, fissa, sempre uguale a se stessa (altro modello metafisico), ma nella sua dislocazione continua, non definibile, non prevedibile, in uno scarto che tende a zero. Scarto che ogni poeta si gioca come può, dunque anche con la carta della poesia civile nel senso pasoliniano o fortiano. Si tratterebbe di capire, in questo senso, se l'operazione poetica di D'Elia, - postuma alla morte delle ideologie (metafisiche) che pervadevano sia Pasolini e sia Fortini - sta dentro questa prospettiva oppure, ed io sono convinto che talvolta sia così, risponde ad una piattaforma di teoria politica già data, indiscutibile (leggi: metafisica).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto cruciale è infatti riconoscere nel testo che nasce una costellazione di senso (e di&amp;nbsp;sensi) che non ha bisogno di nessuno sistema assoluto di riferimento per essere credibile, di nessun Dio, nemmeno quello materialista (la Dialettica, il bisogno, &lt;em&gt;eccetera&lt;/em&gt;). Le cose, il ruolo sociale, se diventano fondamento, tornano ad essere "metafisica". In conclusione: poesia è ontologia se risolve linguisticamente ogni volta da capo lo stare nell'aperto del tempo di ciascun mortale parlante; se invece poggia su qualcosa di atemporale o di strutturato (anche il divenire è struttura), diventa discorso di secondo grado, parola della storia della metafisica. Ciò significa, in altri termini, che la parola poetica che io cerco prende la parola prima di ogni decisione razionale, a partire da una stratificazione antropologica e sociale che non può prescindere dal conflitto in atto. Un conto è, tuttavia, leggere il conflitto con le categorie della metafisica, un altro lasciarlo venire alla luce nelle pieghe del testo, affinché incontri il nostro sentire, il nostro tremore. In questa seconda evenienza, niente è già scritto a priori, se non il nostro disagio civile, tuttavia ancora muto nella carne sinché non s'intreccia osmoticamente con la lingua. Disagio che custodisce rabbia, risentimento, giudizio e desiderio quali forze antropologiche, non ideologiche. Qui siamo nei paraggi del discorso di Marano, mi pare evidente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-5720572911385841769?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/5720572911385841769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=5720572911385841769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/5720572911385841769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/5720572911385841769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2010/04/la-parola-senza-metafisica.html' title='la parola senza metafisica'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S8MZIdRaD-I/AAAAAAAABFE/HLcpWGW14yk/s72-c/parole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-5894750603031595139</id><published>2010-03-02T14:55:00.000+01:00</published><updated>2010-03-02T14:55:19.515+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>Ca' Foscari, dipartimento di Filosofia e Teoria delle scienze</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S40YRL5BTbI/AAAAAAAABDM/QOpy27hgusg/s1600-h/logo+colore.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S40YRL5BTbI/AAAAAAAABDM/QOpy27hgusg/s320/logo+colore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Palazzo Malcanton-Marcorà Dorsoduro 3484/D.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Giovedì 11 marzo 2010&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ore 17,15&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;presentazione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="background-color: #6aa84f; color: white; font-size: x-large;"&gt;Senza riparo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Interverranno&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Goisis&lt;/strong&gt; (Ordinario di Storia della Filosofia Politica, Università Ca' Foscari)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Flavio Ermini&lt;/strong&gt; (Poeta, saggista, direttore di "Anterem")&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Isabella Panfido&lt;/strong&gt; (Giornalista, poeta, critico letterario)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Coordina &lt;strong&gt;Francesca Ruth Brandes&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-5894750603031595139?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/5894750603031595139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=5894750603031595139' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/5894750603031595139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/5894750603031595139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2010/03/ca-foscari-dipartimento-di-filosofia-e.html' title='Ca&apos; Foscari, dipartimento di Filosofia e Teoria delle scienze'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S40YRL5BTbI/AAAAAAAABDM/QOpy27hgusg/s72-c/logo+colore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-5656922490625167146</id><published>2010-02-28T14:03:00.000+01:00</published><updated>2010-02-28T14:03:35.103+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giornali'/><title type='text'>Fierro, su "Il Piccolo"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S4pphj-iVTI/AAAAAAAABC8/EjYRVslcugg/s1600-h/fierro1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; 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È un uomo libero&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’esperienza del poeta è unica e irripetibile, perché quando scriviamo ci esponiamo completamente, per quello che siamo». Così Stefano Guglielmin parlare del nuovo libro &lt;span style="color: red;"&gt;Senza riparo. Poesia e finitezza&lt;/span&gt;, presentato alla Ubik. Un lavoro di critica poetica, che propone un profondo e vario sguardo sulla poesia in Italia, adesso. «Guglielmin fa critica poetica con estremo amore, rispetto e coraggio, nel dire le cose come stanno - ha sottolineato Francesco Tomada nel presentarlo - ha la cultura necessaria per operare una valida sintesi del panorama nazionale». Guglielmin vive a Schio, è poeta, narrator, e cura uno dei blog di riferimento per la realtà poetica: &lt;a href="http://golfedombre.blogspot.com/"&gt;http://golfedombre.blogspot.com/&lt;/a&gt;. «Il libro è nato da forti presupposti filosofici - spiega Guglielmin -; da sempre mi sono interrogato sul rapporto tra l’Io e la scrittura, e del suo rapporto ontologico con il linguaggio. Da venti anni mi interrogo sul senso dell’identità, in rapporto con il viaggio, e in particolare con la poesia». Domande di un percorso che nel tempo si è articolato, ricco di spunti e riflessioni, perché è ora che la “critica militante si confronti con la scrittura contemporanea”. Guglielmin ha fatto notare che, nel nostro presente, «il poeta si mette in gioco continuamente, e interessa il pubblico perché non ha più potere, non gestisce le parti del capitale, è libero e può veramente dire, raccontare. La sua è una lettura diretta, senza riparo». Questo messaggio e la sua forza arrivano al pubblico, al singolo, «se si coglie che il poeta è disarmato. Perché la sua poesia è staccata, in parte, da un io aggressivo. In questo nuovo rapporto fra poeta e pubblico si crea una significativa oscillazione dello stare insieme». Considerazioni e pensieri che nel lavoro di Guglielmin emergono con forza, nitidamente. «Il poeta per salvarsi dall’arroganza e dal rumore quotidiani, deve parlare sottovoce». Necessario quindi un confronto con il testo, che «rivela l’autore a se stesso, fra le pieghe delle parole scritte; testo che il critico deve attraversare, per aprire uno sguardo inaspettato. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovanni Fierro&lt;/strong&gt; Uscito su "Il Piccolo" di Trieste, il 15 febbraio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-5656922490625167146?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/5656922490625167146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=5656922490625167146' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/5656922490625167146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/5656922490625167146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2010/02/fierro-su-il-piccolo.html' title='Fierro, su &quot;Il Piccolo&quot;'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S4pphj-iVTI/AAAAAAAABC8/EjYRVslcugg/s72-c/fierro1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-4495433473992103569</id><published>2010-02-03T15:28:00.000+01:00</published><updated>2010-02-03T15:28:25.787+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>11 febbraio: Senza riparo a Gorizia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S2mH2vDvmAI/AAAAAAAABBs/98ZZe4sqIDc/s1600-h/unik1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S2mH2vDvmAI/AAAAAAAABBs/98ZZe4sqIDc/s320/unik1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="background-color: #fff2cc; font-size: large;"&gt;GIOVEDÌ 11 FEBBRAIO_ORE 18&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;presso la libreria &lt;span style="color: red;"&gt;Ubik&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;GORIZIA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;corso verdi 119 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;FRANCESCO TOMADA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;presenta&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: orange; font-size: large;"&gt;SENZA RIPARO. POESIA E FINITEZZA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Stefano Guglielmin&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;(sarà presente l'autore)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il saggio (La Vita Felice) potrebbe essere classificato come un testo di critica&lt;br /&gt;poetica, ma è prima di tutto un lavoro di mappatura attenta della poesia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;italiana contemporanea secondo una scala di merito e non di comodo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Un libro ricchissimo di spunti di riflessione e di considerazioni sorprendenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-4495433473992103569?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/4495433473992103569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=4495433473992103569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/4495433473992103569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/4495433473992103569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2010/02/11-febbraio-senza-riparo-gorizia.html' title='11 febbraio: Senza riparo a Gorizia'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S2mH2vDvmAI/AAAAAAAABBs/98ZZe4sqIDc/s72-c/unik1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-7399887190893591473</id><published>2010-01-19T16:21:00.000+01:00</published><updated>2010-01-19T16:21:57.833+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>Invito: 27 gennaio a milano</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S1XN3dkzUvI/AAAAAAAABBE/tIagKTZ2ErY/s1600-h/mappa.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ps="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S1XN3dkzUvI/AAAAAAAABBE/tIagKTZ2ErY/s640/mappa.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Mercoledì 27 gennaio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ore 18,oo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="background-color: lime;"&gt;libreria EQUILIBRI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;via Farneti, 11&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;20129 Milano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Presentazione del libro di saggi critici sulla poesia &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;SENZA RIPARO&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;poesia e finitezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Stefano Guglielmin&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;edizioni La Vita Felice 2009- Collana SGUARDI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Presenta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ottavio Rossani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dialogano con l’autore:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Gabriela Fantato&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Luigi Cannillo&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Corrado Bagnoli&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Sebastiano Aglieco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Leggono i poeti: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Francesco Marotta&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Adam Vaccaro&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Paolo Donini&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Fabrizio Bianchi &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;vi aspetto!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-7399887190893591473?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/7399887190893591473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=7399887190893591473' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/7399887190893591473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/7399887190893591473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2010/01/invito-27-gennaio-milano.html' title='Invito: 27 gennaio a milano'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S1XN3dkzUvI/AAAAAAAABBE/tIagKTZ2ErY/s72-c/mappa.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-274467382634139840</id><published>2010-01-14T14:35:00.000+01:00</published><updated>2010-01-14T14:35:44.241+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commenti blog'/><title type='text'>Margherita Ealla</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S08dNwQ8kjI/AAAAAAAABA8/-YCDTlsBL1o/s1600-h/io_neve.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ps="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S08dNwQ8kjI/AAAAAAAABA8/-YCDTlsBL1o/s320/io_neve.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ne &lt;span style="color: blue;"&gt;La dimora del tempo sospeso&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Trovo ottimo quello che io ho inteso essere un approccio induttivo al tema: “a che cosa serve la poesia”→ cosa è la poesia (naturalmente nell’argomentare poi si innesca il viceversa), che mi sembra rendere bene quel grande concetto di una poesia che “spazializza il tempo” (in una specie di relatività generale): “a che cosa serve” definisce l’azione, il movimento e la velocità nel mutamento, quel “toccare”-rivitalizzando-;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“con la sua pelle” definisce invece il suo spazio d’essere: “la poesia è…”. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’immagine della pelle la trovo strepitosa, la poesia nella propria pelle o che non sta più nella pelle (che muta) e come pelle sensibile-estensibile a modellarsi modellata su quella “sostanza mobilissima”, per riprendere un altro passaggio ottimo più sotto, in scambio interno-esterno; così da risultare compenetrate in un unicum (la poesia appunto) sia la sostanza mobilissima, sia la sua pelle-reticolo di linguaggio-forma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre sempre la pelle ben rende il movimento elastico di vestizione del presente, non fondato (statico), ma rilasciato (dinamico).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Beh, adesso accelero :), aggiungendo quanto ho trovato interessanti le tue osservazioni relative al darsi “civile” (in senso ontologico)della poesia, anche di quella lirica, per quel suo stare comunque “in-posizione sempre eccedente” “affettivamente gettato”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e in senso sociologico per il fatto “che (la poesia) nasce e muore in un contesto socio-politico” -osservazioni che mi sembra tu riprendi e sviluppi in altro modo più avanti, nel “perché scrivi” – quando (ti) rispondi: “per tenere vivo altro” (wow)-&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e osservazioni addirittura fondanti :), quelle relative ad un patire la poesia da parte dell’autore (ma anche del lettore), comprendendo, naturalmente, nel patire la passione, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;passione che in quello che scrivi e in come lo scrivi si sente. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ciao&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-274467382634139840?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/274467382634139840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=274467382634139840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/274467382634139840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/274467382634139840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2010/01/margherita-ealla.html' title='Margherita Ealla'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/S08dNwQ8kjI/AAAAAAAABA8/-YCDTlsBL1o/s72-c/io_neve.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-3372311020103507619</id><published>2009-12-18T07:36:00.001+01:00</published><updated>2009-12-18T07:38:08.600+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riviste'/><title type='text'>Anterem</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SysjQVpbFmI/AAAAAAAAA_U/p1XZK_Hg5BU/s1600-h/chameleon_logo.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ps="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SysjQVpbFmI/AAAAAAAAA_U/p1XZK_Hg5BU/s320/chameleon_logo.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;Ringrazio tutto il corpo redazionale di&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.anteremedizioni.it/senza_riparo_di_stefano_guglielmin"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Anterem&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;per&amp;nbsp;aver dato spazio a&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Senza riparo&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;, riprendendone, in prima pagina,&amp;nbsp;la copertina e&amp;nbsp;la premessa, che così recita:&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;questo saggio continua la ricerca intrapresa con Scritti nomadi, ne approfondisce i temi declinati nel concetto di finitezza, verificandola rispetto alla poesia italiana contemporanea e alla questione del canone.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima sezione indaga la natura della poesia, la sua valenza conoscitiva, le ragioni che ne impediscono una definizione, analizzando alcune esperienze poetiche significative della contemporaneità e attraverso un dialogo ideale con l'amico Tiziano Salari, critico e poeta con il quale mi sono confrontato a lungo in questi anni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La seconda sezione verifica la necessità del Canone, evidenziandone la relazione con la finitezza, con gli elementi istituzionali e con la società letteraria. Inoltre ho indagato l'originale lettura del canone occidentale offerta da Giampiero Marano e selezionato una rosa di autori italiani emergenti o non ancora del tutto riconosciuti, favorita dalla gestione del blog Blanc de ta nuque.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La terza sezione, infine, legge il presente della poesia italiana a partire dalla novità femminile e raccoglie gran parte di quanto ho pubblicato su rivista negli ultimi anni. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In generale, e salvo alcune brevi annotazioni rintracciabili nelle prime due sezioni,, ho volutamente tralasciato gli autori protagonisti del dibattito secondo-novecentesco, appunto per tracciare un'area di discussione pre-canonica, aperta al farsi e disfarsi della comunità interpretante e comunque ricca ugualmente di verità e di bellezza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fra i poeti di cui, per ragioni di tempo e di energie, non sono riuscito a scrivere, voglio ricordare Giuliano Mesa e Camillo Pennati, veri maestri discreti e non abbastanza studiati dalla critica contemporanea. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-3372311020103507619?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/3372311020103507619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=3372311020103507619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/3372311020103507619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/3372311020103507619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2009/12/anterem.html' title='Anterem'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SysjQVpbFmI/AAAAAAAAA_U/p1XZK_Hg5BU/s72-c/chameleon_logo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-6193296119378516076</id><published>2009-11-15T12:20:00.000+01:00</published><updated>2009-11-15T12:20:25.496+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mail'/><title type='text'>Gianluigi Cannella</title><content type='html'>Venerdì 6 novembre, ho presentato &lt;span style="color: red;"&gt;Senza riparo&lt;/span&gt; alla libreria Mondadori di Vicenza. L'amico Gianluigi, che era in prima fila, mi ha scritto questo "pensiero".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ciao Stefano &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Un pensiero sulla serata di venerdì 6 novembre 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A questo punto mi interessa solo sapere e credere cosa non deve essere la poesia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non è fare politica né potere politico, non è una religione né potere religioso. Non è sentimentalismo ma carne e la carne nasce piangendo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La poesia nasce dalla sofferenza interiore, quasi schizofrenia, ricerca a volte maniacale, che la cosa possa diventare ed è bellezza (se è vero che solo questa ci salverà) . Il poeta è l'artigiano della parola, quella parola che a volte, come si diceva, stenta a farsi trovare e&amp;nbsp;allora tu devi aspettare che arrivi ma andandole incontro. Credo che la poesia non debba schierarsi da nessuna parte né essere&amp;nbsp;di parte.&amp;nbsp;Di nessun colore, nero o rosso o bianco. Confrontarsi sì con le cose del mondo con se stessa e soprattutto con se stessi. La poesia è quasi un stato di trans, ( di questi tempi, ovviamente per non fare confusione), meglio dire uno stato di meraviglia ed estasi. L'artigiano della parola raggiunge qualcosa di cui non sarà mai soddisfatto. E riproverà ancora a scrivere, montare smontare, smussare mettere insieme e a scrivere di vita, di amore, di morte in maniera diversa, con tutte le complicazioni che ne conseguono: sofferenza, amore per la poesia e per se stessi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A questo cataclisma ne consegue, si! che&amp;nbsp;Dio è morto. Non ne abbiamo bisogno di altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E la poesia è una cosa seria e su cosa dovrebbe essere credo che è meglio non saperlo nel senso che nel momento in cui qualcuno o qualcuna lo scopre finisce. Questo per ribadire la ricerca costante che deve essere fatta. Sarebbe banale dire che è quasi come una donna che non si finisce mai di conoscere, soprattutto quando è amore per lei. Ma è anche importante sapere che è una cosa reciproca che ti fa sentire qualcosa di bello .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Buon fine settimana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ciao grazie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/Sv_j2Adc46I/AAAAAAAAA9M/glveEflKGEA/s1600-h/IMG_0243.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sr="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/Sv_j2Adc46I/AAAAAAAAA9M/glveEflKGEA/s320/IMG_0243.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gianluigi &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;su&amp;nbsp;&lt;span style="color: blue;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://golfedombre.blogspot.com/search?q=cannella"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Blanc&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; trovate alcune sue poesie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-6193296119378516076?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/6193296119378516076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=6193296119378516076' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/6193296119378516076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/6193296119378516076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2009/11/gianluigi-cannella.html' title='Gianluigi Cannella'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/Sv_j2Adc46I/AAAAAAAAA9M/glveEflKGEA/s72-c/IMG_0243.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-4726213458489378658</id><published>2009-11-06T14:56:00.000+01:00</published><updated>2009-11-06T14:56:18.822+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mail'/><title type='text'>Stefania Crozzoletti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SvQq1EZpi3I/AAAAAAAAA8k/ZhmrU8IKV1c/s1600-h/crozzoletti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sr="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SvQq1EZpi3I/AAAAAAAAA8k/ZhmrU8IKV1c/s320/crozzoletti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro Stefano,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ho concluso da poco il mio viaggio in Senza riparo. Desidero esprimerti il mio sincero apprezzamento per questo tuo lavoro, con il quale non solo scrivi di poesia, ma la fai vivere, dandole significato, facendola respirare. Non credo sia solo un libro per gli addetti ai lavori. E' un libro per chi ama la poesia, intesa non come puro esercizio di bella scrittura, ma come una via che conduce ad una (responsabile) libertà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le mie impressioni si limitano solo ad alcuni degli argomenti che hai trattato nel libro, quelli su cui mi sono soffermata di più, su cui tornerò, perché sono tanti i pensieri che si sono affollati nella testa, che sto cercando di districare. Sono impressioni molto personali, senza pretese. Forse la mia è stata una lettura impropria, forse sono andata a cercare quello che volevo trovare. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La poesia “non serve nessuno”. Essa “ci addita un modello di relazione senza padroni e senza schiavi. Non mi sembra poco.” E' stato il punto di partenza di questo viaggio, ed è stato anche il punto d'arrivo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La poesia, quella “onesta”, è libera. Non ha padroni perché il poeta, nel momento in cui scrive, respira da solo. Al verso si arriva spesso percorrendo una strada accidentata, in cerca di domande e risposte, nominando i propri fantasmi, ordinando i pensieri, emancipandosi. Alla fine, si sceglie. La scelta però non è mai punto di arrivo: si riparte, si ricomincia. Dici: “scrivo per prepararmi a scegliere, in piena libertà di pensiero, ciò che apre direzione e respiro”. E' così, dovrebbe essere così.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I vincoli ci sono, il linguaggio è un vincolo. Le parole sono allo stesso tempo gabbia e lenzuola annodate, buttate dalla finestra della cella per raggiungere l'esterno. C'è il vincolo della responsabilità (“fare il meglio che si può”), la necessità di esserci, di non chiamarsi fuori, anche se non si scrive poesia “civile” in senso stretto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono stata particolarmente coinvolta dal capitolo su canone e finitezza, laddove parli dello scrivere in prossimità del margine. Scrivi: “qualora il lasco dal bordo estremo non sia avvicinato e frequentato dall'autore, l'opera e la stessa finitezza che in essa respira risulteranno sempre meno singolari, fino ad annullarsi quasi completamente entro l'apertura epocale cui appartengono...”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sono sicura di avere afferrato il senso delle tue parole, ma nella testa si è lentamente formata un'immagine: il margine (irraggiungibile, inesprimibile) come una sorta di linea mobile, che si allontana e si avvicina in base alle esperienze, all'età, al sentire, al rischio che si accetta di correre. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In prossimità del margine ho immaginato la parola che pende dalle labbra. In basso, c'è un burrone, in alto si apre il cielo. In ogni caso, è vertigine. In ogni caso, il salto nel vuoto non prevede protezione, riparo. C'è questo essere sospesi, questo momento in bilico, le parole arrivano da sole oppure vengono afferrate, portate a sé, lavorate, messe in fila, battezzate. Per poi essere consegnate agli altri. Possono cadere a terra oppure volare. Ci sono momenti in cui mi piace vedere le parole cadere, sporcarsi di fango, altri in cui preferisco vederle alzarsi in volo, o sospese a mezz'aria, quasi ferme. Sto andando fuori tema...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Ho trovato molto interessante (anche qui, le tue parole vanno oltre il saggio) la parte dedicata alla “sfida alla resistenza del testo”, sfida nella quale, dici, anche l'autore entra in gioco, insieme alla critica. Il lavoro del singolo autore sui propri testi è prima di tutto un lavoro su di sé, sul valore di verità della propria scrittura, di tutto il pensare che sta dietro la scrittura, risultato di un certo modo di vivere e di sentire.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oltre al giudizio (necessario) sulla “tenuta” di un testo svolto dalla critica, ritengo anch'io sia importante a livello di storia personale il lavoro che “nel silenzio del suo studio” (va bene anche la cucina?) fa il singolo autore. Se un testo “tiene”, se con il tempo esso risulterà in tutta onestà vero, al di là delle contingenze, oltre le emozioni del momento, allora si potrà dire che la poesia davvero “non serve nessuno”. E per questo chi scrive è, nello spazio e nel tempo di una poesia, libero, con la possibilità, direi quasi la responsabilità, di allargare i confini. Non è poco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stefania Crozzoletti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-4726213458489378658?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/4726213458489378658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=4726213458489378658' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/4726213458489378658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/4726213458489378658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2009/11/stefania-crozzoletti.html' title='Stefania Crozzoletti'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SvQq1EZpi3I/AAAAAAAAA8k/ZhmrU8IKV1c/s72-c/crozzoletti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-4907282245216105291</id><published>2009-11-03T14:27:00.000+01:00</published><updated>2009-11-03T14:27:52.767+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mail'/><title type='text'>Manuel Cohen</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SvAvoBha54I/AAAAAAAAA7U/G3qAGci0I3Y/s1600-h/1872_pierre_auguste_renoir_1_monet_in_lettura.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SvAvoBha54I/AAAAAAAAA7U/G3qAGci0I3Y/s320/1872_pierre_auguste_renoir_1_monet_in_lettura.jpg" vr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro Stefano,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;da che parte iniziare? Ultimamente, devo sempre partire dalle scuse: ti chiedo scusa per il lungo silenzio seguito all'arrivo del tuo libro, arrivo di cui non ti ho ancora ringraziato, e lo faccio ora.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ti chiedo scusa perché in questo autunno sono pressato da una serie di scadenze e impegni pregressi, oltre che dal solito, settimanale tran-tran Roma-Bruxelles-Liegi... e i libri che arrivano si accumulano, e a volte non basta s'entusiasmo, specie se la lettura riguarda un lavoro ponderoso e poderoso come il tuo, e non la breve plaquette di versi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tu ed io sappiamo bene quanto una lettera sia inadeguata e insoddisfacente in rapporto e a confronto con il valore, sì, valore, del tuo lavoro critico. Ti faccio intanto i miei più cari e convinti complimenti: hai tracciato un campo le cui latitudini possono provocare invidia anche in chi non ne ha! E' il genere di ricognizione critica, per l'ampiezza di spettro o prospettiva, quella da te intrapresa, a cui anch'io aspirerei tanto! Senza riparo è un libro bellissimo. Lo è sin dal titolo. Secco, preciso, essenziale, onesto, affilato e raffinatissimo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sei un critico ottimo, ti avevo letto quà e là, in interventi su rivista o in apparizioni sul web, e ne avevo percepito la forza e il rigore. Ma leggere 'Senza riparo', non solo conferma alcune sensazioni, ma mi sorprende, riesci a sorprendermi molto nelle tue letture che sono a un tempo rigorose, fedeli, eppure estremamente imprevedibili. Sei in grado di sollecitare il lettore con riferimenti così belli, e con una complessità di lettura, di retroterra filosofico, quel continuo collante ricercato tra letteratura e ontologia.... ad esempio: quanto scrivi a proposito del gruppo di Anterem. E' straordinario, semplicemente. Trovo poi molto giusto (un tempo si sarebbe detto: nobile) che tu abbia dedicato uno studio così complesso al gruppo di Anterem: sappiamo entrambi quanto lavoro c'è, e quanto impegno nel redigere una rivista seria, che abbia un senso, che insegua un senso precipuo, e sappiamo che spesso tante fatiche sono accompagnate dal silenzio circostante. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La argomentazioni con cui affronti le questioni teoriche nella prima sezione, ma pure nella seconda correlativa, relativa al 'canone' sono, oltre che convincentì e da me condivise, oltremodo congrue. Hai la capacità di commisurarti consapevolmente e in piena autonomia con le grandissime questioni, e tutte le aporie relative alla scrittura. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, la sezione delle &lt;em&gt;Letture&lt;/em&gt;, anche, se vuoi, la più ghiotta, e la più adatta a soddisfare molte curiosità relative agli autori e alle loro scritture, conferma che spesso, gli autori oggetto di indagine non sono mai casuali, e rispondono a precise scelte di gusto, e a scelte di campo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' evidente, e, credimi, non è tanto per dire, che 'Senza riparo' è un lavoro destinato a divenire un punto di riferimento, di paradigma e di confronto, per chiunque con onestà intellettuale si occupi di poesia contemporanea, e per chiunque l'abbia in grande considerazione. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro Stefano, ci tenevo, per ora, a comunicarti tutto il mio sostegno, la condivisione, l'empatia. Verrà, è una promessa, pure un mio intervento scritto, che, va da sè, non potrà arrestarsi al grado della semplice secensione. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;un caro, sodale saluto, tuo Manuel&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-4907282245216105291?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/4907282245216105291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=4907282245216105291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/4907282245216105291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/4907282245216105291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2009/11/manuel-cohen.html' title='Manuel Cohen'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SvAvoBha54I/AAAAAAAAA7U/G3qAGci0I3Y/s72-c/1872_pierre_auguste_renoir_1_monet_in_lettura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-1727602101588515529</id><published>2009-10-27T14:50:00.001+01:00</published><updated>2009-11-19T07:23:03.944+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='classifiche'/><title type='text'>Pordenonelegge (e bene)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/Sub6clnGe-I/AAAAAAAAA6k/E2OJzsp33fU/s1600-h/lettori_fissi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/Sub6clnGe-I/AAAAAAAAA6k/E2OJzsp33fU/s320/lettori_fissi.jpg" vr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Sono molti anni che, a scadenze periodiche, Alberto Arbasino invoca polemicamente un coefficiente di qualità con cui ordinare delle classifiche, fra i libri, alternative a quelle di vendita. Come mai, si chiede Arbasino, alberghi e ristoranti si misurano a stelle (o a forchette &amp;amp; cappelli) e per qualcosa di almeno altrettanto nobile come i libri contano solo ed esclusivamente i dati di mercato? È come se McDonald’s venisse considerato il ristorante migliore. Per la verità un’iniziativa del genere esiste già in Germania; e anche da noi, per i film, tutti conoscono un certo giudizio di qualità che vanta, come si dice, innumerevoli tentativi d’imitazione. Eppure è proprio l’arbitrarietà del giudizio soggettivo a rendere costitutivamente idiosincratica, e dunque inattendibile, una classifica del genere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fino a qualche decennio fa non ci sarebbe stato bisogno di un’iniziativa simile. Esisteva in questo campo una “società stretta”, per dirla con Leopardi: una comunità di lettori, professionali o meno, che sapeva benissimo quali fossero le opere da leggere, magari per odiarle. Erano in larga parte le stesse persone che provvedevano a segnalare i libri per iscritto; gli altri prodotti riguardavano esclusivamente gli uffici contabili delle case editrici. Oggi ovviamente non è più così. Lungi dal rimpiangere quella società stretta – con i suoi riti di affiliazione, il suo classismo, le ipoteche ideologiche (nell’accezione peggiore del termine), l’intreccio inestricabile di personalismi e rancori – si assiste con sgomento (o, da parte di qualche snob, con nichilistico entusiasmo) al venire meno, d’improvviso, di qualsiasi proporzione fra libri d’intrattenimento e libri di qualità. La stessa espressione “editoria di cultura” che un tempo, senza che fossero necessarie premesse e distinguo, si sapeva con esattezza cosa significasse, è divenuta inattuale e, appunto, incongruamente snobistica. È da molto tempo, ormai, che il successo (o l’insuccesso) nelle vendite, di qualsiasi “prodotto culturale”, sembra azzerare a priori ogni possibile discussione sul valore delle opere d’arte, nonché addirittura sui contenuti – gli stili di vita, le visioni del mondo, le aspettative di futuro – che esse da sempre veicolano. Se l’unico valido parametro di misura si affida a quella Provvidenza secolarizzata che il senso comune ha da tempo individuato nel mercato, quello della letteratura – come le altri arti – rischia davvero di ridursi a un ruolo ornamentale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È contro questo stato di cose che intende reagire l’iniziativa della Classifica di qualità promossa da pordenonelegge.it (Gian Mario Villalta, Alberto Garlini, Valentina Gasparet), e dai tre membri fondatori del Premio “Stephen Dedalus” – Alberto Casadei, Andrea Cortellessa, Guido Mazzoni. Sono stati individuati 100 ‘Grandi Lettori’ che, professionalmente o meno, seguono la letteratura contemporanea. A scadenze regolari, questa giuria valuterà i libri di letteratura italiana usciti negli ultimi mesi; la somma dei voti comporrà una classifica. Almeno una volta all’anno verrà proposta anche una classifica della letteratura straniera tradotta in italiano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Della giuria fanno parte critici e scrittori – ma anche traduttori e mediatori culturali, storici e filosofi, consulenti editoriali, critici di discipline che non siano la letteratura; e poi autori, registi e attori del teatro e del cinema. Le persone che hanno accettato di partecipare sono diverse per estrazione, formazione e gusti, come del resto i promotori di questa iniziativa. Esprimono idee della letteratura, competenze, scelte di poetica differenti. L’obiettivo era quello di creare un gruppo che fosse rappresentativo dello spazio letterario italiano e della sua varietà conflittuale. L’unica esclusione preventiva riguarda quegli scrittori e quei critici che sono anche, di mestiere, dirigenti di case editrici o responsabili di pagine culturali. D’accordo con gli organizzatori di pordenonelegge.it, si è scelto di non coinvolgerli per non suscitare conflitti di interesse o imbarazzi nelle votazioni. Eccezion fatta per gli altri giurati del Premio Dedalus e per i vincitori delle sue precedenti edizioni, i nostri lettori sono accomunati da un altro criterio: l’età. Malgrado la parcellizzazione dei saperi e delle consuetudini culturali, molti punti di riferimenti restano simili fra chi oggi ha trent’anni e chi ne ha una cinquantina. [...]"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;Alberto Casadei, Andrea Cortellessa, Guido Mazzoni&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I 100 grandi lettori&lt;/strong&gt;: ”Damiano Abeni Andrea Afribo Giancarlo Alfano Giuseppe Antonelli Pierpaolo Antonello Silvia Ballestra Andrea Bajani Mario Barenghi Stefano Bartezzaghi Alberto Bellocchio Cecilia &amp;nbsp;Bello Minciacchi Marco Belpoliti Mario Benedetti Sonia Bergamasco Alberto Bertoni Clotilde Bertoni Elisa Biagini Gianni Biondillo Gianni Bonina Angela Borghesi Silvia Bre Daniela Brogi Franco Buffoni Maria Grazia Calandrone Maria Teresa Carbone Roberto Carnero Grazia Casagrande Andrea Cavalletti Guido Chiesa Stefano Ciavatta Stefano Chiodi Margherita Crepax Stefano Dal Bianco Andrea Di Consoli Matteo Di Gesù Paolo Di Paolo Raffaele Donnarumma Monica D'Onofrio Monica Farnetti Paolo Febbraro Massimo Fusillo Roberto Galaverni Stefano Gallerani Margherita Ganeri Massimo Gezzi Daniele Giglioli Paolo Giovannetti Marco Giovenale Claudio Giunta Miguel Gotor Andrea Inglese Helena Janeczek Chiara Lagani Nicola Lagioia Valerio Magrelli Raffaele Manica Michele Mari Aldo Nove Massimo Onofri Tommaso Ottonieri Fulvio Panzeri Antonio Pascale Gabriele Pedullà Pierluigi Pellini Silvio Perrella Daniele Piccini Domenico Pinto Alessandro Piperno Gilda Policastro Laura Pugno Fabio Pusterla Massimo Raffaeli&amp;nbsp; Salvatore Ritrovato Rocco Ronchi Martin Rueff Evelina Santangelo Alessandra Sarchi Luca Scarlini Domenico Scarpa Tiziano Scarpa Beppe Sebaste Gianluigi Simonetti Antonio Spadaro Pietro Spirito Francesco Stella Enrico Testa Italo Testa Giuseppe Traina Emanuele Trevi Antonio Tricomi Luigi Weber Fabio Zinelli Paolo Zublena Edoardo Zuccato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SAGGI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Massimo Rizzante, &lt;em&gt;Non siamo gli ultimi&lt;/em&gt;, Effigie, p. 21&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Andrea Cavalletti, &lt;em&gt;Classe&lt;/em&gt;, Bollati Boringhieri p. 20&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Guido Crainz, &lt;em&gt;Autobiografia di una repubblica&lt;/em&gt;, Donzelli, p. 16&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Massimo Fusillo, &lt;em&gt;Estetica della letteratura&lt;/em&gt;, il Mulino, p. 16&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Maria Michela Sassi, &lt;em&gt;Gli inizi della filosofia: in Grecia&lt;/em&gt;, Bollati Boringhieri p. 14&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Sergio Luzzatto, &lt;em&gt;Bonbon Robespierre&lt;/em&gt;, Einaudi, p. 11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Mario Perniola, &lt;em&gt;Miracoli e traumi della comunicazione&lt;/em&gt;, Einaudi, p. 8&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Franco Vazzoler, &lt;em&gt;Il chierico e la scena&lt;/em&gt;, il melangolo, p. 8&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Clotilde Bertoni, &lt;em&gt;Letteratura e giornalismo&lt;/em&gt;, Carocci, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Enzo Bianchi, &lt;em&gt;Perché pregare, come pregare&lt;/em&gt;, San Paolo, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Furgio Brugnolo, &lt;em&gt;La lingua di cui si vanta Amore&lt;/em&gt;, Carocci, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Franco Cassano, &lt;em&gt;Tre modi di vivere il sud&lt;/em&gt;, Il Mulino, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Debenedetti-Pilati, &lt;em&gt;La guerra dei trent’anni&lt;/em&gt;, Einaudi, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Ferretti-Zinati, &lt;em&gt;Volponi personaggio di romanzo&lt;/em&gt;, Manni, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: magenta;"&gt;9&lt;span style="color: #eeeeee;"&gt;) Stefano Guglielmin, &lt;em&gt;Senza riparo&lt;/em&gt;, La Vita Felice, p. 6&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Massimo Recalcati, &lt;em&gt;Melanconia e creazione in Van Gogh&lt;/em&gt;, Bollati Boringhieri, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Vittorio Sermonti, &lt;em&gt;Il vizio di leggere&lt;/em&gt;, Rizzoli, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Amedeo Vigorelli, &lt;em&gt;Il disgusto del tempo&lt;/em&gt;, Mimesis, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Luigi Zoja, &lt;em&gt;Contro Ismene&lt;/em&gt;, Bollati Boringhieri, p. 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20) Ilvo Diamanti, &lt;em&gt;Sillabario dei tempi tristi&lt;/em&gt;, Feltrinelli, p. 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21) Roberto Andreotti, &lt;em&gt;Ritorni di fiamma&lt;/em&gt;, BUR, p. 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21) Attilio Brilli, &lt;em&gt;Il viaggio in Oriente&lt;/em&gt;, Il Mulino, p. 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21) Emiliano Morreale, &lt;em&gt;L’invenzione della nostalgia&lt;/em&gt;, Donzelli, p. 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21) Domenico Vecchioni, &lt;em&gt;I signori della truffa&lt;/em&gt;, Olimpia, p. 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25) Linnio Accorroni, &lt;em&gt;69 posizioni&lt;/em&gt;, Cattedrale, p. 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25) Michele Smargiassi, &lt;em&gt;Un’autentica bugia&lt;/em&gt;, Contrasto, p. 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27) Diana Balmori, &lt;em&gt;Tra fiume e città&lt;/em&gt;, Bollati Boringhieri, p. 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27) Claudio Marazzini, &lt;em&gt;L’ordine delle parole&lt;/em&gt;, Il Mulino, p. 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27) Massimo Natale, &lt;em&gt;Il canto delle idee&lt;/em&gt;, Marsilio, p. 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27) Elena Pulcini, &lt;em&gt;La cura del mondo&lt;/em&gt;, Bollati Boringhieri, p. 2&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-1727602101588515529?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/1727602101588515529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=1727602101588515529' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/1727602101588515529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/1727602101588515529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2009/10/pordenonelegge-e-bene.html' title='Pordenonelegge (e bene)'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/Sub6clnGe-I/AAAAAAAAA6k/E2OJzsp33fU/s72-c/lettori_fissi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-8986319894694375004</id><published>2009-10-21T14:13:00.002+02:00</published><updated>2009-10-21T14:16:45.155+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mail'/><title type='text'>Matteo Bonsante</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/St76O2E_SUI/AAAAAAAAA6U/Msl8wfKdG0g/s1600-h/bonsante.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/St76O2E_SUI/AAAAAAAAA6U/Msl8wfKdG0g/s320/bonsante.jpg" vr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro Stefano,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;il tuo bel libro mi è giunto solo ieri (siamo tornati, come ti dicevo, domenica sera) e nonostante in questo periodo sia "dentro un problema" di cui poi ti dirò, non ho saputo resistere dallo sfogliarlo, leggere l'articolo che mi riguarda e scoprire un mondo intero col tuo primo capitolo: POESIA E PRESENTE. Conoscevo in parte il tuo pensiero sulla poesia perciò aspettavo con una certa impazienza questo tuo contributo che supera ogni aspettativa, ogni più felice intuizione di ciò che avevi in cantiere. Il tuo procedere con rigore scientifico nella disamina di ciò che è e ciò che rappresenta la poesia per noi, gente della 'gettatezza' , è sorprendente. E' un libro da &lt;em&gt;chevet&lt;/em&gt;, caro Stefano, da leggere e da rileggere, perché molte sfaccettature di cui si adorna hanno bisogno di molte riflessioni. I punti con cui concordo sono tutti, salvo prediligerne alcuni nel senso che mi vengono adesso in mente, come per es. &lt;em&gt;la poesia è il nostro tempo più vero&lt;/em&gt;, oppure &lt;em&gt;la poesia non è a disposizione di alcuna volontà, nemmeno di quella del poeta&lt;/em&gt; (sto andando a caso) il &lt;em&gt;non dover organizzare Riviste come fortilizi&lt;/em&gt;, che la poesia (così come il mondo), "non serve nessuno" ma siamo noi a servirci, nella misura delle nostre capacità di 'leggere' o di 'avvicinarci' allla poesia (come al mondo), che la poesia deve essere 'onesta' cioè rispecchiare qualcosa che 'è', ed 'è'... al di là di noi stessi, o nonostante noi stessi! da qui il rapporo tra l'io e l'arte etc. etc. tutto un susseguirsi di 'eventi luminosì' (non semplici idee) che veramente illuminano di nuova fiamma la nostra Arte. Bravo Stefano, continuerò a leggere e a scriverti le mie impressioni. Seguirti, è una vera ascesa nell'aria limpida e pura delle mattine di prima estate. E' un percorso che dà un senso di allargamento di noi stessi, e 'opera' proprio come 'opera' una bella poesia che ci colma. Sì, Stefano, il tuo bel libro ci colma come un presagio di... &lt;em&gt;sicuro riparo&lt;/em&gt;. Nel tuo libro c'è qualcosa di duro, forse oscuro - come accade ad ogni vera poesia - ma che conduce, spinge in avanti... ci lascia scivolare in ciò che bellamente chiami &lt;em&gt;destino&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel mio piccolo cercherò di divulgarlo. Ne ho parlato ai miei figli, uno è matematico a Pavia e l'altra è architetto a Roma. E ne sto parlando con mia moglie che è docente di Storia dell'Arte a Bari e quindi molto sensibile a questi temi. Ho ricevuto tra l'altro in questi giorni "Atelier" dove c'è una nutritissima intervista fatta da Giuliano Ladolfi a Daniele Pegorari che ti cita tra i critici più promettenti. Ben detto. Oltre che poeta, naturalmente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, Stefano, ti sono vicino in questo momento di vera gioia sia per te che per la nostra Arte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un forte abbraccio... e, ad maiora!!!!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Matteo &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: lime;"&gt;Su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://golfedombre.blogspot.com/2008/01/matteo-bonsante.html"&gt;&lt;span style="background-color: lime; color: red;"&gt;Blanc de ta nuque&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="background-color: lime;"&gt;&amp;nbsp;poesie di Matteo Bonsante&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-8986319894694375004?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/8986319894694375004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=8986319894694375004' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/8986319894694375004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/8986319894694375004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2009/10/matteo-bonsante.html' title='Matteo Bonsante'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/St76O2E_SUI/AAAAAAAAA6U/Msl8wfKdG0g/s72-c/bonsante.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-5257893514956130661</id><published>2009-10-08T17:49:00.001+02:00</published><updated>2009-10-08T17:51:17.169+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commenti blog'/><title type='text'>Reb Stein</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/Ss4JnyJvmEI/AAAAAAAAA50/LWpQYNCximU/s1600-h/tennisball_artsblog.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img $r="true" border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/Ss4JnyJvmEI/AAAAAAAAA50/LWpQYNCximU/s320/tennisball_artsblog.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scrive &lt;span style="background-color: #6fa8dc; color: white;"&gt;Francesco Marotta&lt;/span&gt; ne &lt;span style="color: blue;"&gt;La dimora del tempo sospeso&lt;/span&gt;: "Tra un paio di settimane pubblicherò un altro estratto dal libro di Stefano, e vi allegherò una mia nota di lettura. Si tratta, in ogni caso, di un’opera importante dove si intrecciano il rigore etico e la dottrina dello scrittore e dello studioso, la passione per la scrittura e un’innata, inappagata tensione all’ascolto: fuori da ogni steccato di mandato, di scuola e di appartenenza, seguendo unicamente quella traccia fatta di ricerca e libertà interiore che è anche la matrice prima da cui scaturisce il suo lavoro poetico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggendo e rileggendo questo libro, non posso non pensare a quanta volontaria cecità è nascosta nelle parole dei tanti che lamentano la mancanza di una critica “seria”, capace, “libera-mente”, di indicare linee e prospettive, supportata da un impianto teorico frutto di studio e applicazione, di attenzione e lavoro sui testi, non rabberciato o, nel migliore dei casi, dilettantistico…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E se provassero, almeno una volta, a guardare fuori dal “circoletto” di cui sbandierano il distintivo di appartenenza?"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-5257893514956130661?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/5257893514956130661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=5257893514956130661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/5257893514956130661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/5257893514956130661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2009/10/reb-stein.html' title='Reb Stein'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/Ss4JnyJvmEI/AAAAAAAAA50/LWpQYNCximU/s72-c/tennisball_artsblog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-664037496126390481</id><published>2009-10-01T17:27:00.003+02:00</published><updated>2009-10-23T07:36:29.573+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commenti blog'/><title type='text'>La dimora del tempo sospeso</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SsTIcoBU2CI/AAAAAAAAA5E/cUOtrNHZFxI/s1600-h/vitafelice.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" iq="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SsTIcoBU2CI/AAAAAAAAA5E/cUOtrNHZFxI/s400/vitafelice.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Senza riparo&lt;/span&gt; trova ospitalità presso&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://rebstein.wordpress.com/2009/09/30/la-scrittura-sorgiva-dei-poeti-di-anterem-di-stefano-guglielmin/#more-16720"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;La dimora del tempo sospeso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, il blog di &lt;strong&gt;Francesco Marotta,&lt;/strong&gt; dove si ha la certezza di passare qualche ora in ottima compagnia, fra amici di vecchia data, alcuni dei quali hanno lasciato una testimonianza che mi piace riportare. Lo faccio anche per evidenziare il lavoro fatto da Gabriela Fantato,&amp;nbsp;direttrice della collana "Sguardi", e dall'Editore, Gerardo Mastrullo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Esco un po’ dall’argomento del post, nello specifico la scrittura dei poeti di Anterem, per dire qualcosa del libro di Guglielmin nel suo insieme. Lo sto leggendo e non ho ancora finito, anche perché la proposta di Stefano è densa e richiede tempo e attenzione, e si divide in diverse sezioni di riflessioni e letture. Senza nulla togliere alle altre mi ha colpito enormemente la prima, Poesia e Finitezza, che è un ragionamento senza rete né appoggi, che non si riferisce ad un autore o a un gruppo di autori ma alla poesia nel suo insieme, alle necessità ed alle conseguenze dello scrivere. Premetto che diffido molto di chi scrive sullo scrivere, in molti casi mi sembra che si vada incontro al rischio di un cortocircuito autoreferenziale. Non nel caso di Guglielmin, che nella prima ventina di pagine (A che cosa serve la poesia, Quale lingua, quale esperienza, Il dis-appunto della poesia, A che cosa pensa la poesia, Perché scrivi) mette nero su bianco una serie di concetti che chiunque scriva o legga o cerchi qualcosa nella scrittura altrui credo provi, magari in modo embrionale o sotterraneo. Stefano invece sviscera lo scheletro della scrittura con una lucidità disarmante, ne dichiara i riferimenti, le cause, il fine se esiste. Per me, che sto procedendo nel resto, queste prime pagine valgono già più di un libro, e sono la conferma della statura intellettuale e umana di Guglielmin. Il fatto poi che in questo post siano in qualche modo unite due delle persone di maggior statura che io abbia avuto la fortuna di conoscere (una più “magmatica”, fm, e una più “rizomatica”, st) non può che farmi molto piacere». &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Francesco Tomada&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Libro molto denso, soprattutto nella parte centrale. Le prime pagine sono particolarmente belle, in alcuni passaggi anche da un punto di vista letterario. C’è poi tutto un discorso sul canone che è molto dotto. Come dicevo privatamente a Stefano, la cosa interessante di alcuni libri appena usciti, compreso il suo, è il fatto che, almeno in parte, siano stati nutriti dal lavoro in rete che, per un periodo almeno, ha fatto circolare un medesimo gruppo di autori sui quali si è potuto ragionare con un'attenzione sicuramente più libera, poi approdata alla sintesi del libro. È, quindi, uno dei pochi casi di libri che hanno anticipato il contenuto in rete. Nella collana sguardi sono usciti almeno due saggi densissimi: quello collettivo, LA POESIA E LA CARNE (a cura di M. Fresa e T. Salari, e quello, bellissimo, di Marco Ercolani, VERTIGINE E MISURA». &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sebastiano Aglieco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Plaudo a questo lavoro critico di Stefano, e qui lo saluto con affetto. So il suo rigore e la sua capacità di scavo dentro l’officina della parola condotto in anni di studio, attraverso il suo blog, la sua intensa, e mai superficiale, curiosità». &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fabio Franzin&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Ho iniziato il libro di Stefano, come quello di Sebastiano, e non posso che essere felice di questo rigoroso sguardo sulla poesia contemporanea che i tre ultimi libri editi dalla Vita Felice sanno offrire, invitando il lettore a un’attenzione durevole nel tempo. Grazie anche a Gabriela Fantato che, di questi tre libri, è stata la paladina, e a Gerardo Mastrullo che li ha accolti nelle sue edizioni. C’era bisogno, io credo, di aprire uno scavo nell’officina della parola poetica di questi ultimi anni. Mi auguro che altri libri li seguano. Inoltre, credo, è la prima volta che si delinea un’attenzione critica profonda alla scrittura dei poeti di “Anterem”».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marco Ercolani&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-664037496126390481?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/664037496126390481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=664037496126390481' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/664037496126390481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/664037496126390481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2009/10/la-dimora-del-tempo-sospeso.html' title='La dimora del tempo sospeso'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SsTIcoBU2CI/AAAAAAAAA5E/cUOtrNHZFxI/s72-c/vitafelice.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6325373458447369609.post-6959594215310264015</id><published>2009-09-25T16:41:00.002+02:00</published><updated>2009-10-23T07:34:53.153+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='indice'/><title type='text'>Senza riparo. Poesia e finitezza</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SrzWYEIkiWI/AAAAAAAAA4E/lpf9C78bwPc/s1600-h/1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" iq="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SrzWYEIkiWI/AAAAAAAAA4E/lpf9C78bwPc/s400/1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Nota introduttiva &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parte prima&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POESIA E FINITEZZA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I. &lt;em&gt;Poesia e presente&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. A che cosa serve la poesia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Quale lingua, quale esperienza? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il dis-appunto della poesia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. A che cosa pensa la poesia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. «Perché scrivi?» &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II. &lt;em&gt;Lettere dalla finitezza (dialogando con Tiziano Salari) &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Esilio e infanzia in Pascoli e Pavese &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Bellezza e verità dopo Baudelaire &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III.&lt;em&gt; La scrittura sorgiva dei poeti di "Anterem" &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV. &lt;em&gt;Poesia, pubblico e il secondo Novecento italiano&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V. &lt;em&gt;Convergenze tematiche della poesia italiana oggi&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parte seconda&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SUL CANONE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I. &lt;em&gt;Canone e finitezza&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Letteratura, storicità, ontologia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L’eversione della finitezza ed il canone fisiologico &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Canone fisiologico e storiografia letteraria &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. La critica e il valore di verità dell’opera &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II. &lt;em&gt;Canone e singolarità: due esempi&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Gnosticismo ed ebraismo nel Canone di Harold Bloom &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il canone generazionale di Gertrude Stein &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III. &lt;em&gt;L'Intramontabile. In margine ad un saggio di G. Marano&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV. &lt;em&gt;Blanc de ta nuque&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marina Mariani, Luciano Troisio, Adam Vaccaro, Fabrizio Bianchi, Gabriella Musetti, Lucetta Frisa, Luigi Cannillo, Gennaro Grieco, Antonella Pizzo, Tiziana Colusso, Luisa Pianzola, Paolo Donini, Nicola Ponzio, Lucianna Argentino, Pier Maria Galli, Francesco Tomada, Alessandro Ghignoli, Vincenzo Della Mea, Andrea Raos, Silvia Zoico, Silvia Comoglio, Fabiano Alborghetti, Silvia Monti, Paolo Fichera, Alessandra Palmigiano, Mario Fresa, Francesca Pellegrino, Stefano Salvi, Francesca Matteoni, Chiara De Luca, Lorenzo Carlucci, Danni Antonello, Alessandra Conte, Matteo Fantuzzi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parte terza&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTURE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina Annino: la felicità è una gobba armonia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gabriela Fantato: le metamorfosi dell’acqua e della terra &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anna Maria Farabbi: l'ancestrale canta nella mollica &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paola F. Febbraro: se la carne s’invola nel lavorìo del mondo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mariangela Gualtieri: scorticate parole ad un Dio assente &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Graziella Isgrò: fatica e logica dello stacco &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Note in margine a cinque poeti contemporanei&lt;/em&gt;: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aglieco, Cogo, Bonsante, Franzin, Marotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Appunti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anania, Calandrone, Curcetti, Giovenale, Massari, Pepe, Rendo, Sannelli &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvertenza &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notizia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indice dei nomi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iindice generale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6325373458447369609-6959594215310264015?l=senzariparo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://senzariparo.blogspot.com/feeds/6959594215310264015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6325373458447369609&amp;postID=6959594215310264015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/6959594215310264015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6325373458447369609/posts/default/6959594215310264015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://senzariparo.blogspot.com/2009/09/senza-riparo-poesia-e-finitezza.html' title='Senza riparo. Poesia e finitezza'/><author><name>gugl</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00938097066075766521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://photos1.blogger.com/blogger/6242/3013/1600/astratto.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8wVOn6W54hs/SrzWYEIkiWI/AAAAAAAAA4E/lpf9C78bwPc/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
