"Sono molti anni che, a scadenze periodiche, Alberto Arbasino invoca polemicamente un coefficiente di qualità con cui ordinare delle classifiche, fra i libri, alternative a quelle di vendita. Come mai, si chiede Arbasino, alberghi e ristoranti si misurano a stelle (o a forchette & cappelli) e per qualcosa di almeno altrettanto nobile come i libri contano solo ed esclusivamente i dati di mercato? È come se McDonald’s venisse considerato il ristorante migliore. Per la verità un’iniziativa del genere esiste già in Germania; e anche da noi, per i film, tutti conoscono un certo giudizio di qualità che vanta, come si dice, innumerevoli tentativi d’imitazione. Eppure è proprio l’arbitrarietà del giudizio soggettivo a rendere costitutivamente idiosincratica, e dunque inattendibile, una classifica del genere.
Fino a qualche decennio fa non ci sarebbe stato bisogno di un’iniziativa simile. Esisteva in questo campo una “società stretta”, per dirla con Leopardi: una comunità di lettori, professionali o meno, che sapeva benissimo quali fossero le opere da leggere, magari per odiarle. Erano in larga parte le stesse persone che provvedevano a segnalare i libri per iscritto; gli altri prodotti riguardavano esclusivamente gli uffici contabili delle case editrici. Oggi ovviamente non è più così. Lungi dal rimpiangere quella società stretta – con i suoi riti di affiliazione, il suo classismo, le ipoteche ideologiche (nell’accezione peggiore del termine), l’intreccio inestricabile di personalismi e rancori – si assiste con sgomento (o, da parte di qualche snob, con nichilistico entusiasmo) al venire meno, d’improvviso, di qualsiasi proporzione fra libri d’intrattenimento e libri di qualità. La stessa espressione “editoria di cultura” che un tempo, senza che fossero necessarie premesse e distinguo, si sapeva con esattezza cosa significasse, è divenuta inattuale e, appunto, incongruamente snobistica. È da molto tempo, ormai, che il successo (o l’insuccesso) nelle vendite, di qualsiasi “prodotto culturale”, sembra azzerare a priori ogni possibile discussione sul valore delle opere d’arte, nonché addirittura sui contenuti – gli stili di vita, le visioni del mondo, le aspettative di futuro – che esse da sempre veicolano. Se l’unico valido parametro di misura si affida a quella Provvidenza secolarizzata che il senso comune ha da tempo individuato nel mercato, quello della letteratura – come le altri arti – rischia davvero di ridursi a un ruolo ornamentale.
È contro questo stato di cose che intende reagire l’iniziativa della Classifica di qualità promossa da pordenonelegge.it (Gian Mario Villalta, Alberto Garlini, Valentina Gasparet), e dai tre membri fondatori del Premio “Stephen Dedalus” – Alberto Casadei, Andrea Cortellessa, Guido Mazzoni. Sono stati individuati 100 ‘Grandi Lettori’ che, professionalmente o meno, seguono la letteratura contemporanea. A scadenze regolari, questa giuria valuterà i libri di letteratura italiana usciti negli ultimi mesi; la somma dei voti comporrà una classifica. Almeno una volta all’anno verrà proposta anche una classifica della letteratura straniera tradotta in italiano.
Della giuria fanno parte critici e scrittori – ma anche traduttori e mediatori culturali, storici e filosofi, consulenti editoriali, critici di discipline che non siano la letteratura; e poi autori, registi e attori del teatro e del cinema. Le persone che hanno accettato di partecipare sono diverse per estrazione, formazione e gusti, come del resto i promotori di questa iniziativa. Esprimono idee della letteratura, competenze, scelte di poetica differenti. L’obiettivo era quello di creare un gruppo che fosse rappresentativo dello spazio letterario italiano e della sua varietà conflittuale. L’unica esclusione preventiva riguarda quegli scrittori e quei critici che sono anche, di mestiere, dirigenti di case editrici o responsabili di pagine culturali. D’accordo con gli organizzatori di pordenonelegge.it, si è scelto di non coinvolgerli per non suscitare conflitti di interesse o imbarazzi nelle votazioni. Eccezion fatta per gli altri giurati del Premio Dedalus e per i vincitori delle sue precedenti edizioni, i nostri lettori sono accomunati da un altro criterio: l’età. Malgrado la parcellizzazione dei saperi e delle consuetudini culturali, molti punti di riferimenti restano simili fra chi oggi ha trent’anni e chi ne ha una cinquantina. [...]"
I 100 grandi lettori: ”Damiano Abeni Andrea Afribo Giancarlo Alfano Giuseppe Antonelli Pierpaolo Antonello Silvia Ballestra Andrea Bajani Mario Barenghi Stefano Bartezzaghi Alberto Bellocchio Cecilia Bello Minciacchi Marco Belpoliti Mario Benedetti Sonia Bergamasco Alberto Bertoni Clotilde Bertoni Elisa Biagini Gianni Biondillo Gianni Bonina Angela Borghesi Silvia Bre Daniela Brogi Franco Buffoni Maria Grazia Calandrone Maria Teresa Carbone Roberto Carnero Grazia Casagrande Andrea Cavalletti Guido Chiesa Stefano Ciavatta Stefano Chiodi Margherita Crepax Stefano Dal Bianco Andrea Di Consoli Matteo Di Gesù Paolo Di Paolo Raffaele Donnarumma Monica D'Onofrio Monica Farnetti Paolo Febbraro Massimo Fusillo Roberto Galaverni Stefano Gallerani Margherita Ganeri Massimo Gezzi Daniele Giglioli Paolo Giovannetti Marco Giovenale Claudio Giunta Miguel Gotor Andrea Inglese Helena Janeczek Chiara Lagani Nicola Lagioia Valerio Magrelli Raffaele Manica Michele Mari Aldo Nove Massimo Onofri Tommaso Ottonieri Fulvio Panzeri Antonio Pascale Gabriele Pedullà Pierluigi Pellini Silvio Perrella Daniele Piccini Domenico Pinto Alessandro Piperno Gilda Policastro Laura Pugno Fabio Pusterla Massimo Raffaeli Salvatore Ritrovato Rocco Ronchi Martin Rueff Evelina Santangelo Alessandra Sarchi Luca Scarlini Domenico Scarpa Tiziano Scarpa Beppe Sebaste Gianluigi Simonetti Antonio Spadaro Pietro Spirito Francesco Stella Enrico Testa Italo Testa Giuseppe Traina Emanuele Trevi Antonio Tricomi Luigi Weber Fabio Zinelli Paolo Zublena Edoardo Zuccato
SAGGI
1) Massimo Rizzante, Non siamo gli ultimi, Effigie, p. 21
2) Andrea Cavalletti, Classe, Bollati Boringhieri p. 20
3) Guido Crainz, Autobiografia di una repubblica, Donzelli, p. 16
3) Massimo Fusillo, Estetica della letteratura, il Mulino, p. 16
5) Maria Michela Sassi, Gli inizi della filosofia: in Grecia, Bollati Boringhieri p. 14
6) Sergio Luzzatto, Bonbon Robespierre, Einaudi, p. 11
7) Mario Perniola, Miracoli e traumi della comunicazione, Einaudi, p. 8
7) Franco Vazzoler, Il chierico e la scena, il melangolo, p. 8
9) Clotilde Bertoni, Letteratura e giornalismo, Carocci, p. 6
9) Enzo Bianchi, Perché pregare, come pregare, San Paolo, p. 6
9) Furgio Brugnolo, La lingua di cui si vanta Amore, Carocci, p. 6
9) Franco Cassano, Tre modi di vivere il sud, Il Mulino, p. 6
9) Debenedetti-Pilati, La guerra dei trent’anni, Einaudi, p. 6
9) Ferretti-Zinati, Volponi personaggio di romanzo, Manni, p. 6
9) Stefano Guglielmin, Senza riparo, La Vita Felice, p. 6
9) Massimo Recalcati, Melanconia e creazione in Van Gogh, Bollati Boringhieri, p. 6
9) Vittorio Sermonti, Il vizio di leggere, Rizzoli, p. 6
9) Amedeo Vigorelli, Il disgusto del tempo, Mimesis, p. 6
9) Luigi Zoja, Contro Ismene, Bollati Boringhieri, p. 6
20) Ilvo Diamanti, Sillabario dei tempi tristi, Feltrinelli, p. 5
21) Roberto Andreotti, Ritorni di fiamma, BUR, p. 4
21) Attilio Brilli, Il viaggio in Oriente, Il Mulino, p. 4
21) Emiliano Morreale, L’invenzione della nostalgia, Donzelli, p. 4
21) Domenico Vecchioni, I signori della truffa, Olimpia, p. 4
25) Linnio Accorroni, 69 posizioni, Cattedrale, p. 3
25) Michele Smargiassi, Un’autentica bugia, Contrasto, p. 3
27) Diana Balmori, Tra fiume e città, Bollati Boringhieri, p. 2
27) Claudio Marazzini, L’ordine delle parole, Il Mulino, p. 2
27) Massimo Natale, Il canto delle idee, Marsilio, p. 2
27) Elena Pulcini, La cura del mondo, Bollati Boringhieri, p. 2

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